Da maestro delle scuole di San Felice al governo della Congregazione
Nella storia della Casa Madre di San Felice, alcuni nomi riemergono attraverso le grandi decisioni dei superiori; altri si incontrano nelle lettere, fra i conti, nelle preoccupazioni per i giovani e nella predicazione. Don Nicola Santarelli appartiene a entrambe queste storie. Fu uno dei Missionari della prima generazione di san Gaspare del Bufalo e attraversò incarichi diversi, fino a diventare Segretario generale della Congregazione. Il suo nome, ritrovato in un registro di offerte alla Madonna del Fosco, ci ha restituito anche una stagione del governo della Casa Madre che avevamo perduto.
Nacque a Cappadocia il 4 agosto 1800 e morì a Roma il 30 marzo 1863, come registra il Necrologio della Provincia Italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Aveva soltanto quindici anni quando a San Felice si inaugurava, nell’agosto 1815, la prima Casa di Missione. Negli anni successivi divenne uno degli uomini ai quali Gaspare affidò il lavoro e le responsabilità della Congregazione nascente.
«Lei alle scuole»: la fiducia esigente del Fondatore
La lettera che san Gaspare gli indirizzò il 1° maggio 1827 ci porta direttamente a San Felice. Il Fondatore sta distribuendo i compiti della comunità, mentre segue le missioni e prepara il suo ritorno a Giano. Scrive: «Disbrigate alcune Missioni io sarò in Giano, e tutto si combinerà a voce. Intanto il Signor Brandimarte attenderà agli affari, ed a confessare. Lei alle scuole. Sia certa ch’è ciò ad tempus…».
Per don Nicola il servizio alle scuole del Convitto era un incarico impegnativo e, da quanto lascia intendere un’altra lettera del 1827, non era la destinazione che desiderava mantenere a lungo. Gaspare gli raccomandò di portare a termine l’anno scolastico e gli promise che in seguito sarebbe stato liberato dall’insegnamento. Queste poche righe lasciano intravedere il rapporto fra due sacerdoti: la disponibilità richiesta dal Fondatore e l’attenzione concreta alle attitudini e alla fatica del confratello.
Una vocazione difesa anche davanti al vescovo
Nel 1829 don Nicola si trovò coinvolto in una vicenda delicata insieme a don Beniamino Romani. Il vescovo dei Marsi reclamava il ritorno dei due sacerdoti al servizio della diocesi. Il caso giunse fino alla Congregazione del Concilio, che il 7 agosto comunicò una decisione favorevole alla richiesta episcopale. Dopo ulteriori passaggi, i due continuarono il loro apostolato fra i Missionari.
La controversia appartiene agli anni nei quali l’Istituto di san Gaspare cercava di consolidare la propria identità e la propria disponibilità alla predicazione. Santarelli continuò a condividere quella vita missionaria, nella quale gli uomini erano chiamati a spostarsi fra comunità, case di formazione e missioni popolari.
Da Pievetorina a Pennabilli, poi il ritorno a Giano
Nel 1835 Santarelli era Presidente della Casa di Pievetorina, mentre a San Felice il governo spettava a don Beniamino Romani. Nel gennaio 1836 san Gaspare lo ricorda impegnato nella predicazione quaresimale a San Felice. Nel settembre dello stesso anno, in una lettera a monsignor Antonio Begni, il Fondatore stabilisce le cariche della comunità di Macerata Feltria, presso Pennabilli, affidando proprio a Santarelli la presidenza.
Due anni dopo incontriamo nuovamente don Nicola a Giano. Il «Registro dei Voti ed Offerte» della Madonna del Fosco, aperto nel settembre 1837, lo indica nell’aprile 1838 come «Missionario Apostolico e Superiore in S. Felice di Giano». Non è una menzione generica: una donna di Marsciano, Ottavia Bocali, si rivolge a lui per consegnare un cuore d’argento offerto alla Vergine e raccontare i voti compiuti da lei e dal marito Cristoforo. Il superiore della Casa Madre appare così dentro la vita del santuario, dove i pellegrini lasciavano offerte e testimonianze delle grazie ricevute.
Nella cronotassi di San Felice, il suo governo viene oggi collocato convenzionalmente fra il 1838 e il 1847. Don Camillo Rossi era succeduto a don Pietro Maria De Victoriis nel 1837 e tornò successivamente a guidare la Casa, come dimostra la sua presenza negli anni che condussero alla soppressione del 1862. La nomina di Santarelli al governo generale nel 1847 costituisce il termine di riferimento scelto per questa ricostruzione, in attesa che altre lettere permettano di precisare il passaggio effettivo degli incarichi.
La parola affidata a un predicatore
Santarelli non fu soltanto un uomo di governo. Una testimonianza raccolta nella storia della comunità di Albano lo ricorda predicatore di due turni di esercizi spirituali destinati al clero della diocesi, ai quali partecipò il cardinale vescovo. Per accogliere i sacerdoti vennero provvisoriamente trasferiti altrove i probandi e i convittori. L’episodio, tramandato nelle fonti dell’Istituto, mostra la stima per la sua predicazione; l’anno preciso deve ancora essere fissato.
È un tratto importante della sua figura. I primi Missionari del Preziosissimo Sangue erano uomini chiamati soprattutto alla predicazione, alla formazione del clero e alle missioni popolari. Don Nicola fu capace di assumere le fatiche dell’insegnamento e del governo senza perdere il ministero della parola.
A un passo dal governo generale
Il 28 dicembre 1847 la Congregazione si riunì per eleggere il nuovo Direttore generale. Fra i nomi proposti dalle comunità figuravano Giovanni Merlini e Nicola Santarelli. L’assemblea elesse Merlini, che ottenne otto voti favorevoli contro due; Santarelli ne ricevette quattro favorevoli e sei contrari. La candidatura rivela quanto fosse considerato fra i confratelli: era uno dei due uomini sui quali si concentrò la scelta per la guida dell’intero Istituto.
Quella stessa mattina Merlini formò la nuova Direzione generale e nominò don Nicola vice superiore, definitore e Segretario generale. Il sacerdote che san Gaspare aveva incaricato delle scuole a Giano entrava così nella direzione centrale della Congregazione, come collaboratore del suo nuovo governo.
La circolare per la morte di Gaetano Bonanni
Un anno dopo troviamo Santarelli nell’esercizio di quell’ufficio. Il 1° settembre 1848 scrisse da Roma alle case missionarie per annunciare la morte di monsignor Gaetano Bonanni, già primo superiore di San Felice e poi vescovo di Norcia. Richiamò la volontà di san Gaspare secondo la quale un Missionario chiamato all’episcopato continuava ad appartenere alla famiglia dell’Istituto e doveva ricevere, alla morte, i suffragi prescritti dalla Regola.
Michele Colagiovanni, nell’inventario dei documenti di Bonanni conservati nell’Archivio Generale, identifica espressamente questa testimonianza come «Lettera circolare del segretario generale don Nicola Santarelli, Roma 1 settembre 1848». La notizia chiarisce sia il ruolo di Santarelli sia il significato della comunicazione: un antico superiore di San Felice ricordava alle case che il legame fra i Missionari continuava anche oltre la morte.
Una vita ritrovata nelle carte
Don Nicola morì a Roma il 30 marzo 1863, pochi mesi dopo la soppressione della comunità di San Felice. Negli anni trascorsi nella Congregazione era stato insegnante, predicatore, presidente di più comunità, superiore della Casa Madre, candidato alla direzione dell’Istituto e infine Segretario generale. La sua vicenda segue da vicino le trasformazioni della prima generazione missionaria, dal tempo di Gaspare al governo di Merlini.
È singolare che il suo superiorato a Giano sia tornato alla luce non attraverso un elenco di cariche, ma in un registro di pellegrini e di offerte. Una donna giunta da Marsciano per ringraziare la Madonna del Fosco ha lasciato, senza immaginarlo, anche una testimonianza del governo di San Felice. Dietro i nomi conservati nelle cronotassi ci sono vite intere; quella di don Nicola Santarelli merita ormai di essere letta come parte della storia della Casa Madre.
Fonti principali
San Gaspare del Bufalo, Epistolario, edizione critico-storica a cura di Beniamino Conti, lettere nn. 1620, 1636, 3037 e lettera del 6 settembre 1836 a mons. Antonio Begni; Registro dei Voti ed Offerte alla Madonna del Fosco, 1837–1838; Necrologio della Provincia Italiana C.PP.S., Roma 2025; Michele Colagiovanni, Giovanni Merlini ventiquattro ore al giorno, capitolo sull’elezione del 28 dicembre 1847; Id., Vita di monsignor Gaetano Bonanni, 2022, inventario del fascicolo Bonanni, con la circolare di Santarelli del 1° settembre 1848; Nel Segno del Sangue, fascicoli luglio-agosto 2018 e gennaio-febbraio 2023.