don Mario Proietti, C.PP.S.

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Storia della Casa di Missione di Rimini e il Miracolo della Madonna della Misericordia


Redatto nel 2024 e completato con la prefazione nel gennaio 2025

Copertina di Storia della Casa di Missione di Rimini e il Miracolo della Madonna della Misericordia

Fra le molte vicende riemerse mentre lavoravo a 200 anni di noi, una continuava inevitabilmente a ricondurre lo sguardo verso la chiesa di Santa Chiara e verso l’immagine della Madonna della Misericordia. Si avvicinava il 2025, centosettantacinquesimo anniversario degli avvenimenti del maggio 1850, e mi accorsi che dentro le quasi settecento pagine della grande Cronaca esisteva un racconto capace di camminare anche da solo.

Ripresi allora il materiale già raccolto seguendo un filo più preciso: la Casa di Missione, l’immagine mariana affidata alla sua custodia e ciò che accadde attorno ad essa nel 1850, fino alla memoria trasmessa dalle generazioni successive. Il nuovo libro rimase legato a 200 anni di noi, al quale rinvia per le fonti e per la ricostruzione documentaria più ampia, mentre qui poteva emergere con maggiore chiarezza una storia che aveva segnato insieme la comunità missionaria e la devozione della città.

Una sera di maggio

Per comprendere ciò che avvenne bisogna comunque tornare indietro al 1824, alla complessa vicenda che portò i Missionari del Preziosissimo Sangue a stabilirsi a Rimini e ai primi decenni della Casa. Solo dentro quella storia si arriva alla sera dell’11 maggio 1850, quando tre donne entrarono in Santa Chiara per pregare davanti all’immagine della Madonna e uscirono portando con sé qualcosa che, per alcune ore, decisero di non raccontare a nessuno.

La sera dell’11 maggio 1850, secondo la ricostruzione del volume, la contessa Anna Bugli in Baldini entrò nella chiesa di Santa Chiara con la figlia adottiva Anna Achilli e Francesca Megani. Pregando davanti all’immagine della Madonna, credette di vederne muovere gli occhi; il fenomeno fu osservato anche dalle accompagnatrici e si ripeté più volte. Le donne decisero di non diffondere immediatamente la notizia e di tornare il giorno successivo.

La domenica 12 maggio il fenomeno venne nuovamente osservato e da quel momento la vicenda cominciò a diventare pubblica. Questa sequenza permette anche di chiarire una piccola differenza presente nella memoria dell’evento: il libro indica l’11 maggio come inizio del prodigio, mentre la celebrazione anniversaria si è stabilita sul 12 maggio, quando la vicenda uscì progressivamente dall’esperienza delle prime testimoni e coinvolse la comunità.

Il volume segue poi le verifiche e il procedimento ecclesiastico, l’incoronazione dell’effigie e la trasformazione della chiesa. L’afflusso dei fedeli rese necessario pensare a uno spazio più adeguato, e il luogo di culto affidato ai Missionari finì per assumere sempre più chiaramente la fisionomia del Santuario della Madonna della Misericordia.

Sei giubilei e generazioni diverse

Il racconto non si arresta al 1850. Segue il modo in cui quella memoria venne ricevuta nel tempo attraverso sei ricorrenze giubilari: 1875, 1900, 1925, 1950, 1975 e 2000.

Ciascuna appartiene a un mondo differente. Nel 1900 la distanza dall’evento originario era ancora abbastanza breve perché il vescovo Domenico Fegatelli potesse ricordare di essersi trovato a Rimini, giovane viandante, proprio il 12 maggio 1850. Il 1950 portò il centenario in una Rimini profondamente segnata dalla guerra e dalla ricostruzione. Nel 1975 la comunità viveva ormai dentro le trasformazioni ecclesiali e sociali seguite al Concilio. Nel 2000 il centocinquantesimo anniversario venne celebrato dentro il Grande Giubileo della Chiesa universale.

Seguendo queste ricorrenze emerge una tradizione che vive perché generazioni che non hanno assistito all’evento originario continuano a riceverne la memoria. Il 1900 non replica il 1850 e il 1950 non può semplicemente riprodurre il 1900. Ogni anniversario incontra una città cambiata e una diversa situazione ecclesiale. La continuità non consiste nell’immobilità delle forme, quanto nel mantenere riconoscibile ciò che quelle forme cercano di custodire.

La Madonna nella storia missionaria di Rimini

Nelle pagine conclusive compare un’espressione alla quale terrei anche nella pagina digitale: «la Madonna, missionaria tra i missionari». Va compresa dentro il carattere devozionale del libro.

La presenza dei Missionari a Rimini precede il 1850 di ventisei anni. Dopo il prodigio, la custodia dell’immagine e l’accoglienza dei fedeli diventano progressivamente una parte fondamentale del loro servizio nella città. I giubilei, le missioni e le Peregrinationes mostrano come quella devozione sia stata utilizzata pastoralmente per ricondurre alla preghiera e alla vita sacramentale.

Un libro scritto verso il 2025

Quando il volume fu preparato, il settimo giubileo era ancora davanti. Le ultime pagine guardano esplicitamente al 12 maggio 2025, centosettantacinquesimo anniversario del prodigio, chiedendo alla generazione presente di ricevere l’eredità delle celebrazioni precedenti e di trovare un modo adeguato per continuarla.

Oggi che quella data è trascorsa, non correggerei questo orientamento del libro come se l’opera dovesse essere continuamente aggiornata per fingere di essere stata scritta ieri. Appartiene alla sua storia essere nata in preparazione a quella ricorrenza.

Una memoria ricevuta e riconsegnata

Guardando insieme i due volumi riminesi, mi sembra che il secondo abbia precisato una scoperta iniziata con il primo. I documenti sono indispensabili perché ci impediscono di sostituire ciò che è accaduto con ciò che preferiremmo fosse accaduto; diventano memoria vissuta quando una generazione li riceve, li custodisce e si domanda quale responsabilità le venga affidata da quella storia.

I sei giubilei non costituiscono semplicemente sei capitoli successivi della storia di una festa. Mostrano modi diversi con i quali una comunità ha ricevuto la stessa eredità cercando di darle espressione dentro il proprio tempo. Il libro del 2024-2025 voleva inserirsi in questa successione.


Storia della Casa di Missione di Rimini e il Miracolo della Madonna della Misericordia reca sul frontespizio «Anno del Signore 2024» ed è completato dalla prefazione di don Benedetto Labate datata Roma, 12 gennaio 2025.

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