don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

QUANDO L’ITALIA LIBERALE SI FECE RELIGIOSA SENZA AMMETTERLO

Cari amici, il 10 marzo 1872 moriva Giuseppe Mazzini. Attorno alla sua figura, e ancora di più attorno al suo corpo, si mise in moto un processo di memoria pubblica che permette di osservare un tratto interessante della modernità politica italiana: il bisogno di costruire simboli, rituali e forme di venerazione civile anche là dove si prendevano le distanze dalla religione tradizionale.

Il titolo di questa riflessione è volutamente provocatorio e richiede una precisazione. Non tutta l’Italia liberale può essere ridotta a un unico atteggiamento, né il mondo mazziniano coincide con l’intera cultura politica del tempo. Proprio l’ambiente repubblicano e democratico legato a Mazzini mostra però con particolare evidenza come una politica fortemente critica verso il cattolicesimo potesse assumere forme simboliche molto vicine a una religione civile.

Mazzini non fu percepito dai suoi seguaci come un semplice dirigente politico. La sua figura possedeva una statura morale e quasi profetica, e la sua morte pose immediatamente il problema di come conservarne la presenza nella memoria collettiva. La salma fu sottoposta a imbalsamazione e trasportata a Genova, dove un funerale affollatissimo la accompagnò al cimitero di Staglieno.

Gli studi storici hanno mostrato che la conservazione del corpo non fu un dettaglio marginale. Nei progetti dei seguaci di Mazzini avrebbe dovuto contribuire a trasformarlo in un’icona durevole dell’ideale repubblicano, capace di sostenere una vera ritualità laica. Il linguaggio della politica assumeva così forme di memoria, pellegrinaggio e venerazione che ricordavano da vicino quelle proprie della religione.

Questo fenomeno non va liquidato come semplice incoerenza. Rivela qualcosa di più profondo: anche una cultura che vuole emanciparsi dalle forme religiose continua ad avere bisogno di simboli capaci di superare l’immediatezza della vita individuale e di legare una comunità a una memoria condivisa.

Nel caso mazziniano la politica tende a farsi pedagogia morale. La patria, il dovere, il sacrificio e la memoria dei padri assumono un linguaggio alto, destinato a formare coscienze e appartenenze. La religione civile nasce proprio in questo spazio, quando la nazione e i suoi protagonisti ricevono un investimento simbolico che oltrepassa la semplice amministrazione dello Stato.

La vicenda del corpo di Mazzini diventa allora una piccola parabola storica. Il desiderio umano di permanenza non scompare quando cambia il vocabolario culturale. Può trasferirsi dalla fede alla memoria politica, dalla speranza nell’eternità alla costruzione di un’eredità civile destinata a durare oltre la morte.

Questo non rende equivalenti religione e politica. Proprio la differenza aiuta a vedere meglio il fenomeno. La fede cristiana fonda la speranza in una promessa che supera la storia; la religione civile cerca invece una permanenza dentro la storia, affidandola alla memoria collettiva e ai suoi simboli.

Per questo la vicenda di Mazzini conserva ancora interesse. Mostra che l’uomo moderno non ha smesso di cercare qualcosa che resista alla dissoluzione e al tempo. Anche quando cambia gli oggetti della propria venerazione, resta aperta la stessa domanda: che cosa può davvero reggere il peso del desiderio umano di senso e di permanenza?

Forse la lezione più utile sta proprio qui. Le società possono diventare più secolarizzate, i linguaggi religiosi possono arretrare e le istituzioni possono cambiare; il bisogno umano di consegnare qualcosa all’eternità o almeno alla memoria resta. La storia di Mazzini imbalsamato ci ricorda quanto sia difficile dichiararsi semplicemente “oltre” la religione senza generare, in forme nuove, simboli e liturgie capaci di svolgere una funzione analoga.

Giuseppe Mazzini, Dizionario Biografico degli Italiani
Sergio Luzzatto, La mummia della Repubblica: recensione SISSCO

Rispondi

Scopri di più da Due palmi sopra il cuore

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere