Cari amici, domani Papa Leone XIV trascorrerà quasi un’intera giornata tra la Repubblica di San Marino, Pennabilli e Rimini. Sarà una visita breve nelle distanze e molto ampia negli incontri, tanto che credo valga la pena prepararsi a seguirla senza cercare in anticipo una frase destinata ai titoli dei giornali. Il programma suggerisce piuttosto di osservare il cammino complessivo del Papa e di attendere che siano le sue parole e i suoi gesti a farne emergere il significato.
La mattina comincerà nella Repubblica di San Marino. Leone XIV entrerà nel Palazzo Pubblico, incontrerà i Capitani Reggenti e parlerà nella Sala del Consiglio Grande e Generale. Il primo volto della giornata sarà quindi quello della comunità civile. In una delle più antiche repubbliche del mondo, il Papa incontrerà le istituzioni e una società che porta nella propria storia l’impronta del cristianesimo, dentro una realtà europea profondamente mutata. Sarà interessante ascoltare quale idea di presenza cristiana nella vita pubblica emergerà dalle sue parole e come affronterà il rapporto tra libertà, responsabilità politica e bene comune.
Poco dopo il registro cambierà. Nella Basilica dedicata a san Marino il Papa sosterà in adorazione davanti al Santissimo Sacramento e venererà le reliquie del santo insieme alla Chiesa locale. Il passaggio dalle istituzioni civili alla Basilica dice già qualcosa. La presenza della Chiesa nella società nasce da una sorgente che la precede: Cristo. La comunità cristiana può offrire un contributo alla vita degli uomini nella misura in cui continua a lasciarsi ricondurre a Lui.
Tra San Marino e Rimini ci sarà poi uno degli incontri più discreti della giornata. Leone XIV visiterà privatamente le monache agostiniane del monastero Sant’Antonio da Padova di Pennabilli. Forse le telecamere vedranno poco o nulla. Proprio per questo quella sosta mi sembra eloquente. Un Papa agostiniano, durante una giornata fittissima di incontri pubblici, entra per qualche tempo in un monastero del suo stesso Ordine. Prima di tornare tra migliaia di persone, passa attraverso una comunità nella quale la vita cristiana assume la forma nascosta della preghiera.
Nel pomeriggio arriverà al Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, che quest’anno ha scelto come tema l’ultimo verso della Commedia di Dante: «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Qui Leone XIV entrerà direttamente nel grande interrogativo sul rapporto tra fede e cultura. Visiterà la mostra dedicata a sant’Agostino e quella su Léon Harmel, poi incontrerà i partecipanti nell’Auditorium. Sono tappe che attenderei con particolare attenzione. Agostino appartiene alla radice spirituale del Papa; Harmel richiama una stagione della presenza sociale cattolica nella quale la fede cercò di misurarsi concretamente con il lavoro e con le trasformazioni della società industriale. Sarà interessante vedere se Leone XIV raccoglierà questi riferimenti per parlare della presenza cristiana nel nostro tempo, segnato da mutamenti culturali altrettanto profondi.
Lasciata la Fiera, il Papa entrerà nella città di Rimini. In Cattedrale non lo attenderanno anzitutto le autorità o i protagonisti della vita culturale. Incontrerà persone ammalate e con disabilità, insieme ai poveri assistiti dalla Caritas. Dopo il confronto con le grandi domande della società, il programma conduce così verso la carne concreta di chi porta maggiormente il peso della fragilità. Anche qui preferisco attendere le parole del Papa prima di interpretare il gesto, pur riconoscendo una continuità con un tratto che Leone XIV ha mostrato più volte: il Vangelo diventa credibile quando raggiunge la vita reale delle persone.
Poi arriverà il Porto. Alle 18.30 il Successore di Pietro celebrerà l’Eucaristia con la Chiesa di Rimini. La diocesi ha preparato questo momento per mesi ricordando che la visita del Papa trova qui il proprio centro ecclesiale: Pietro viene per confermare i fratelli nella fede e li raccoglie intorno allo stesso altare. Monsignor Nicolò Anselmi ha espresso fin dall’annuncio della visita il desiderio che questo incontro aiuti la comunità a rinnovare la propria adesione alla volontà di Dio e la comunione con la Chiesa.
La liturgia offrirà poi una coincidenza particolarmente bella. Il 22 agosto la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria Regina e ascolteremo il Vangelo della confessione di Pietro a Cesarea di Filippo. Proprio durante quella Messa sarà venerato accanto all’altare il quadro originale della Madonna della Misericordia, Patrona di Rimini, custodito nel Santuario di Santa Chiara dai Missionari del Preziosissimo Sangue. Il Papa, Pietro, l’Eucaristia e lo sguardo di Maria entreranno così nella storia religiosa di una città che attende questo giorno da molti mesi.
Mi sembra che il vero significato pastorale della visita possa essere cercato proprio nel movimento della giornata. Leone XIV incontrerà una comunità civile e poi una Chiesa raccolta in adorazione. Passerà attraverso il silenzio di un monastero, entrerà nel confronto culturale del Meeting e raggiungerà chi vive la fragilità. La giornata si compirà attorno all’altare, davanti al mare, dentro una città piena di residenti e di turisti nel cuore dell’estate.
Le aspettative sono inevitabilmente molte. Personalmente ne coltivo soprattutto una: che questa visita ci aiuti a comprendere un poco meglio quale forma Leone XIV stia dando al proprio ministero pastorale. Dopo Lampedusa e Assisi abbiamo già visto un Papa che sembra preferire la concretezza degli incontri alle grandi costruzioni programmatiche. Domani avremo davanti contesti molto differenti e potremo capire se dentro di essi emergerà sempre più chiaramente un filo capace di unire il suo magistero.
Per questo credo sia meglio prepararci ad ascoltare. Domani avremo tutto il tempo per commentare. Prima, concediamo al Papa il privilegio ormai abbastanza raro di poter parlare prima che gli altri decidano che cosa abbia voluto dire.

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