don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

L’AMICIZIA CON CRISTO ACCENDE L’APOSTOLATO

«Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15)

Per entrare nella meditazione

Cari amici buongiorno. Con santa Teresa di Gesù il percorso entra nel suo terzo movimento. La missione viene ricondotta alla sorgente interiore: l’amicizia con Cristo. Teresa descrive l’orazione mentale come un rapporto di amicizia nel quale ci si intrattiene spesso con Colui dal quale sappiamo di essere amati. Questa relazione non rinchiude l’anima in se stessa. Il Signore comunica i desideri del proprio Cuore e rende partecipe della sollecitudine per la Chiesa. La liturgia proclama che in Cristo, mediante il suo Sangue, abbiamo la redenzione e veniamo introdotti nel disegno del Padre. L’apostolato nasce quando questa grazia conosciuta diventa amore corrisposto.

Mettiti alla presenza di Dio

Riconosci Cristo presente e rivolto verso di te. Non cominciare dai compiti apostolici. Porta la relazione con Lui così come si trova oggi. Chiedi di ricevere la sua amicizia e di lasciarti introdurre nei desideri del suo Cuore.

Ascolta

Sosta sull’ordine indicato da Gesù: la conoscenza confidente nasce dall’elezione e conduce alla fecondità; l’amicizia ricevuta diventa missione.

Considera

San Tommaso definisce la carità un’amicizia dell’uomo con Dio fondata sulla comunicazione della beatitudine (Summa theologiae, II-II, q. 23, a. 1). Dio ci rende partecipi della propria vita e suscita una risposta di amore; l’amicizia soprannaturale supera ogni semplice simpatia religiosa. Ha origine nella grazia e tende alla comunione eterna; Cristo rende possibile questa amicizia attraverso la propria Pasqua. La lettera agli Efesini proclama che nel Figlio amato, mediante il suo Sangue, riceviamo la redenzione e il perdono; il peccato aveva introdotto inimicizia e lontananza. La Croce ristabilisce la comunione e dona accesso al Padre; l’orazione cristiana entra in uno spazio aperto dal Sangue.

Teresa insiste sull’umanità di Cristo; la preghiera non deve abbandonare il Signore incarnato per cercare un’esperienza spirituale più elevata. L’umanità concreta di Gesù custodisce l’anima nella verità: il suo volto e le sue piaghe impediscono alla preghiera di dissolversi nell’astrazione; questa impostazione converge con il Rosario. Maria conduce attraverso i misteri concreti della vita del Figlio e impedisce alla contemplazione di dissolversi in una religiosità senza forma. Il metodo di Bonanni educa la stessa stabilità: presenza di Dio e ascolto, fino alla risposta personale. L’orazione quotidiana sottrae la relazione con Cristo all’umore del momento; la missione riceve così una sorgente che attraversa l’aridità e impedisce all’apostolo di identificare l’amicizia con il fervore sensibile.

L’amico riceve la confidenza dell’amico; Gesù comunica ciò che ha udito dal Padre. La Rivelazione non è un insieme di informazioni esterne alla sua persona. Il Figlio introduce i discepoli nella conoscenza filiale di Dio; la preghiera ascolta questa comunicazione e vi aderisce. Il missionario potrà parlare di Dio con verità quando avrà accettato di stare davanti a Lui come figlio nel Figlio.

Teresa unì la preghiera a un amore intenso per la Chiesa. Le ferite ecclesiali del suo tempo la spinsero a cercare una riforma attraverso una vita più fedele. Fondò comunità nelle quali l’orazione sostenesse il servizio ecclesiale. Diffidava delle esperienze prive di umiltà e obbedienza, riconoscibili dall’assenza di carità concreta. La santità personale divenne così una risposta ai bisogni della Chiesa. L’apostolato si accende quando l’anima riceve la sollecitudine di Cristo. Il Signore non considera le persone come casi da risolvere. Le conosce e offre la vita per loro. L’amicizia con Lui trasforma il modo di servire. Riduce la durezza impaziente e libera dalla ricerca di risultati che confermino l’operatore. Il bene dell’altro diventa realmente desiderato in Dio.

Il Sangue di Cristo manifesta fino a quale punto arriva l’amicizia divina. Gesù dice che nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i propri amici; il discepolo non contempla un simbolo distante. Riceve l’atto con cui il Figlio lo ha cercato quando era ancora peccatore. Da qui nasce la fiducia e prende forma il desiderio di condurre altri verso la stessa riconciliazione; oggi santa Teresa ti riconduce alla relazione fondamentale. Forse molte opere religiose occupano il tempo e la preghiera riceve ciò che resta; l’ordine evangelico è diverso. Cristo ti chiama a stare con Lui e da questa amicizia affida un frutto; la missione non verrà rallentata dal raccoglimento. Riceverà un principio più puro e una perseveranza capace di attraversare la sterilità.

Guarda la tua vita alla luce di Cristo

La tua attività apostolica nasce da una frequentazione reale di Cristo o sta prendendo il posto dell’amicizia con Lui?

Parla al Signore

Gesù, amico delle anime,
tu mi hai aperto il Cuore
e hai versato il Sangue
per ricondurmi al Padre.
Insegnami a stare con te
con verità e perseveranza.
Purifica il mio zelo
e comunicami la tua sollecitudine per la Chiesa.
Per intercessione di santa Teresa,
rendi l’orazione sorgente di riforma
e la mia vita una risposta
alla tua amicizia fedele. Amen.

Riforma la tua giornata

Difendi oggi quindici minuti per l’orazione su Gv 15,9-17 e lascia che Cristo giudichi il modo con cui servi.

Custodisci nel cuore

«Vi ho chiamato amici»

Gesù, fammi dimorare nella tua amicizia.

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