don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

«Voi che con me siete tutti partecipi della grazia» (Fil 1,7)

Per entrare nella meditazione

Cari amici buongiorno. Paolo apre la lettera ai Filippesi con una memoria piena di gratitudine. Porta la comunità nel cuore e riconosce la sua cooperazione al Vangelo. La missione crea legami soprannaturali e l’Apostolo prega perché la carità cresca nella conoscenza e nel discernimento. Il Vangelo mostra Gesù che prende per mano un malato mentre gli altri osservano in silenzio. La comunione missionaria unisce il cuore e rende capaci di un gesto. Alla vigilia dell’ultimo giorno del mese, impariamo a custodire persone e comunità davanti a Dio. Questi legami non saranno distrutti dalla morte; nella comunione dei santi riceveranno una forma più pura.

Mettiti alla presenza di Dio

Presenta al Signore le persone con le quali hai cooperato al Vangelo. Ricorda anche chi ti ha trasmesso la fede e non è più sulla terra. Ringrazia per la grazia passata attraverso la loro vita.

Ascolta

Paolo ricorda e prega con gioia; porta i Filippesi nel cuore anche durante la prigionia. Chiede che la carità cresca in conoscenza e discernimento; nel Vangelo Gesù prende il malato per mano. Sosta sulla parola «partecipi»; la grazia crea una comunione operante.

Considera

La lettera nasce da una relazione ecclesiale concreta; Paolo scrive a una comunità che conosce e ricorda la cooperazione ricevuta fin dal primo giorno. La missione forma legami in Cristo e consegna persone alla memoria della preghiera; la partecipazione alla grazia precede la collaborazione. Paolo e i Filippesi non sono uniti anzitutto da un progetto riuscito; condividono la vita ricevuta in Cristo. Il termine greco richiama la comunione, koinonia; i beni spirituali diventano principio di una responsabilità reciproca e anche i beni materiali vengono messi a servizio dell’annuncio.

Portare nel cuore significa amare nell’amore di Cristo Gesù; l’affetto apostolico desidera che l’altro raggiunga la pienezza voluta da Dio. Lo consegna al Signore che ha iniziato l’opera buona e la porterà a compimento, custodendo la libertà della persona; questa fiducia protegge dal controllo. Il missionario semina e accompagna; Dio conduce la storia della grazia. Una persona può prendere una strada diversa da quella immaginata dal suo accompagnatore. L’amore continua a pregare e accetta che Cristo sia il vero pastore. La memoria si trasforma così in intercessione e viene liberata dal rimpianto. Paolo chiede una carità crescente nella conoscenza e nel discernimento; l’amore soprannaturale vede il bene reale e distingue ciò che è meglio. San Tommaso ricorda che la carità muove le altre virtù e riceve dalla prudenza la forma concreta dell’atto. Un affetto privo di giudizio può favorire ciò che danneggia la persona amata.

Nel Vangelo Gesù prende per mano l’uomo malato e lo guarisce; gli osservatori custodiscono un silenzio difensivo. La mano del Signore traduce in gesto la verità del sabato; una comunione soltanto dichiarata resta incompleta. Portare una persona nel cuore prepara la disponibilità a tirarla fuori dal pozzo quando il bisogno è urgente.

La Chiesa vive di memorie ricevute; la fede ti è giunta attraverso persone e comunità concrete. Alcune sono entrate nell’eternità; ricordarle significa riconoscere la grazia che Dio ha fatto passare attraverso strumenti limitati e affidare alla misericordia ciò che attende purificazione. Qui si apre la soglia di novembre; la comunione dei santi unisce la Chiesa pellegrina e coloro che sono già nella gloria. Comprende anche i defunti che vengono purificati in vista della piena comunione. La morte modifica il modo della relazione e il Corpo di Cristo conserva la propria unità. La preghiera di suffragio nasce dalla carità che continua a portare nel cuore; il Sangue della nuova alleanza fonda questa unità. Nell’Eucaristia la Chiesa offre il sacrificio di Cristo per i vivi e per i defunti. Il ricordo entra nell’azione del Signore, l’unica capace di perdonare e condurre alla gloria. Ogni Messa apre la comunità terrestre alla liturgia del cielo.

Maria custodisce i nomi nel cuore della Madre. La sua intercessione accompagna i figli e li orienta al compimento in Cristo. Il Rosario può diventare memoria riconciliata: ogni decina porta una persona amata e la consegna al Padre, liberando l’affetto dal dolore possessivo. Oggi riconosci chi porti nel cuore. Ringrazia per una cooperazione ricevuta e verifica se un legame ha bisogno di libertà. Prega anche per un defunto che ha contribuito alla tua fede. La missione termina nella comunione e già ora ne anticipa la forma attraverso affetti purificati dalla grazia.

Guarda la tua vita alla luce di Cristo

Chi porti nel cuore in modo evangelico, desiderandone il bene in Cristo senza trasformare l’affetto in possesso o dipendenza?

Parla al Signore

Padre fedele,
ti ringrazio per le persone
attraverso le quali mi hai raggiunto.
Custodisci chi coopera al Vangelo
e porta a compimento l’opera iniziata.
Gesù, purifica i miei affetti
e rendili liberi dal possesso.
Prendi per mano chi è caduto nel pozzo
e rendimi disponibile al gesto necessario.
Accogli nel tuo Sangue i nostri defunti
e conducili alla pienezza della comunione.
Maria, Madre della Chiesa,
porta con noi ogni nome davanti al Padre. Amen.

Riforma la tua giornata

Ricorda davanti a Dio una persona che ha formato la tua fede e trasforma ogni rimpianto o giudizio in gratitudine e suffragio.

Custodisci nel cuore

«Vi porto nel cuore»

Gesù, purifica i miei legami e portali a compimento nella tua comunione.

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