don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

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Papa Leone XIV in viaggio verso la Francia con Notre-Dame sullo sfondo

Leone XIV in Francia: quale Francia incontrerà il Papa?

Domani, 25 settembre, Papa Leone XIV arriverà in Francia per il suo quinto viaggio apostolico. Da Parigi e Saint-Denis raggiungerà Lourdes e concluderà lunedì a Metz. Saranno quattro giorni intensi, durante i quali il Papa incontrerà le istituzioni della Repubblica e una Chiesa francese profondamente cambiata dalla secolarizzazione, nella quale stanno emergendo allo stesso tempo inattesi segni di vitalità.

Come già nei precedenti viaggi apostolici, anche questa volta non cercherò di inseguire la cronaca delle polemiche che potranno nascere attorno a una frase, a un gesto o a una parola separata dal contesto nel quale è stata pronunciata. Questo spazio nasce con un’altra intenzione: seguire il viaggio nella sua dimensione ecclesiale e provare a comprendere cattolicamente ciò che il Papa dirà.

Significa leggere ogni discorso dentro il cammino complessivo della Chiesa, mettendolo in relazione con le persone incontrate, con le situazioni concrete alle quali sarà rivolto e con il magistero che Leone XIV sta progressivamente delineando. Le sue parole potranno toccare questioni sociali e politiche. Cercheremo di non ridurle alla logica degli schieramenti, nella quale una frase viene facilmente trasformata in un titolo e un titolo diventa subito argomento di contrapposizione. La parola di Pietro chiede anzitutto di essere ascoltata come parola rivolta alla Chiesa e, attraverso la Chiesa, all’uomo concreto del nostro tempo.

Sarà questo il criterio con cui accompagneremo il viaggio in Francia: non domandarci ogni volta da quale parte possa essere collocato il Papa, quanto piuttosto che cosa stia dicendo alla Chiesa e quale conversione pastorale chieda alle comunità cristiane.

Il programma potrebbe essere letto semplicemente come una successione di appuntamenti. L’incontro con Emmanuel Macron all’Eliseo, la visita all’UNESCO, i Vespri a Notre-Dame e la veglia con i giovani allo Stade de France apriranno il viaggio. Sabato Leone XIV visiterà la Maison Bakhita e incontrerà all’Institut Catholique de Paris l’assemblea sinodale, i catecumeni e i neofiti, prima della grande celebrazione tra Place de la Concorde e gli Champs-Élysées. Lourdes occuperà buona parte della seconda metà del viaggio. Metz allargherà l’ultima giornata all’Europa.

Guardato nel suo insieme, il programma attraversa alcune delle domande più profonde della Francia di oggi.

La prima riguarda la presenza cristiana in una società nella quale l’appartenenza cattolica non accompagna più naturalmente la vita familiare e sociale. La pratica religiosa si è fortemente ridotta e la trasmissione della fede fra le generazioni non possiede più la continuità di un tempo.

Nelle stesse ore in cui si continua a parlare del declino del cattolicesimo francese, le autorità si preparano a gestire un’affluenza enorme. Il Ministero dell’Interno prevede fino a un milione di fedeli e visitatori nei due giorni parigini. Circa seicentomila persone sono attese per la Messa di sabato. Lo Stade de France sarà pieno di giovani. Lourdes ha raggiunto la capienza prevista per la celebrazione di domenica e anche Metz si prepara ad accogliere migliaia di persone.

Sono numeri che non autorizzano facili conclusioni su un ritorno della Francia al cattolicesimo. Dicono certamente che la presenza del Papa e la domanda religiosa conservano una capacità di mobilitazione che sarebbe difficile ignorare.

Il fenomeno diventa ancora più interessante quando si guarda ai battesimi. Nel 2026 sono stati 13.234 gli adulti battezzati nella Chiesa cattolica francese, con una crescita del 28 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2016 erano 4.124. A questi si aggiungono più di ottomila adolescenti. Fra gli adulti, il gruppo più numeroso è ormai quello compreso fra i diciotto e i venticinque anni.

Molti di questi giovani non arrivano alla fede attraverso i percorsi che per generazioni hanno sostenuto la vita cristiana. Spesso vengono da una ricerca personale, da un incontro, da una domanda maturata lentamente sul significato della propria esistenza. Quando la fede non viene più semplicemente ricevuta come parte dell’ambiente nel quale si nasce, può tornare a presentarsi come una scelta.

Per questo l’incontro di Leone XIV con catecumeni e neofiti all’Institut Catholique di Parigi avrà un significato particolare. La domanda non riguarda soltanto le ragioni per cui tanti giovani chiedono oggi il Battesimo. Riguarda anche la Chiesa che troveranno dopo averlo ricevuto.

Quella francese è una comunità attraversata da sensibilità molto differenti. In alcuni ambienti giovanili cresce l’interesse per forme liturgiche e spirituali legate alla tradizione. Altrove continuano esperienze ecclesiali nate dal rinnovamento conciliare e dai percorsi sinodali. La secolarizzazione ha lasciato comunità numericamente più piccole, spesso più caratterizzate e talvolta poco comunicanti fra loro.

La veglia dello Stade de France potrà essere uno dei momenti nei quali queste differenze si troveranno fisicamente riunite davanti al Papa. Sarà interessante ascoltare ciò che Leone XIV dirà a giovani che cercano appartenenza ecclesiale in un tempo nel quale molte delle appartenenze tradizionali sono diventate fragili.

La prima giornata porterà il Papa anche nel cuore delle istituzioni francesi. Emmanuel Macron lo riceverà all’Eliseo e Leone XIV parlerà alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico.

Attorno alla preparazione della visita sono circolate nelle ultime settimane alcune ricostruzioni giornalistiche. Secondo informazioni pubblicate dalla stampa francese, l’Eliseo avrebbe inizialmente proposto la forma più solenne della visita di Stato. La Santa Sede ha preferito conservarne il carattere apostolico. È stata accantonata anche l’ipotesi che Macron accompagnasse personalmente il Papa a Notre-Dame per presentargli il restauro della cattedrale. L’Eliseo ha dichiarato che non esistono tensioni e il Presidente non parteciperà alle celebrazioni eucaristiche previste durante il viaggio.

I fatti possono essere lasciati nella loro chiarezza senza attribuire intenzioni che nessuna delle parti ha dichiarato. La Santa Sede ha custodito con evidenza il carattere ecclesiale della visita. Il Presidente francese avrà comunque un ruolo importante, soprattutto nella tappa conclusiva di Metz.

Esiste poi un contesto politico e culturale che accompagna l’arrivo del Papa. Il 18 agosto è entrata nell’ordinamento francese la legge relativa al diritto all’«aiuto a morire». La Conferenza episcopale aveva espresso una netta opposizione alla legalizzazione dell’eutanasia e del suicidio assistito, richiamando l’accompagnamento dei malati e la necessità di sviluppare le cure palliative.

Leone XIV giunge quindi in Francia poco più di un mese dopo una scelta legislativa che tocca direttamente il modo di comprendere la vita, la sofferenza e la libertà personale. Non sappiamo se il Papa affronterà esplicitamente la nuova legge. Il motto del viaggio, «Perché il mondo abbia la vita», accompagnerà in ogni caso la visita a Lourdes, dove incontrerà persone malate e quanti se ne prendono cura.

Prima di Lourdes ci sarà l’UNESCO. Anche questa tappa supera il semplice protocollo. L’organizzazione ha presentato la visita sotto il titolo «Dignità umana, pace e dialogo nell’era dell’intelligenza artificiale». Leone XIV parlerà davanti alla comunità internazionale mentre la trasformazione tecnologica costringe governi e istituzioni a interrogarsi sul rapporto fra progresso e dignità della persona.

Nel pomeriggio il Papa raggiungerà Notre-Dame. Sarà il primo Pontefice a entrare nella cattedrale dopo la riapertura del dicembre 2024. Quella chiesa restituita alla città dopo l’incendio appartiene profondamente alla memoria cristiana della Francia e continua a parlare anche a persone che non partecipano più stabilmente alla vita ecclesiale. La sua ricostruzione è diventata quasi un’immagine della domanda che attraversa oggi il cattolicesimo francese: che cosa può rinascere quando una parte della forma antica sembra perduta?

Sabato mattina Leone XIV visiterà la Maison Bakhita, centro dell’arcidiocesi di Parigi dedicato all’accoglienza e all’integrazione delle persone migranti.

La Francia conosce tensioni profonde attorno all’immigrazione. Le ricerche più recenti mostrano processi reali di integrazione lungo le generazioni e documentano la persistenza di disuguaglianze sociali e discriminazioni. Non sarebbe corretto descrivere semplicemente le seconde e terze generazioni come incapaci di integrarsi. Sarebbe altrettanto insufficiente ignorare le fratture che continuano a segnare alcuni quartieri e alcune comunità.

La Maison Bakhita prova a lavorare precisamente dentro questa complessità, attraverso relazioni concrete e accompagnamento quotidiano. La scelta di Leone XIV di entrarvi sembra indicare un modo di affrontare la questione lontano tanto dagli slogan dell’accoglienza astratta quanto da quelli della chiusura indiscriminata.

A Lourdes il clima cambierà ancora. Leone XIV arriverà nel santuario come pellegrino. Pregherà alla Grotta, incontrerà i vescovi francesi, celebrerà con i pellegrini e visiterà gli ammalati. In quelle ore entrerà anche dentro una delle ferite più dolorose del cattolicesimo francese.

Il Papa incontrerà privatamente sette persone vittime di abusi sessuali commessi in ambito ecclesiale. Alcune associazioni hanno espresso riserve sulla composizione dell’incontro e continuano a chiedere interventi strutturali. Circa duemila vittime si sono rivolte negli ultimi anni all’organismo indipendente istituito dalla Chiesa francese per il riconoscimento e la riparazione.

Lourdes è da sempre il luogo nel quale uomini e donne portano davanti a Maria ciò che pesa sulla loro vita. Questa volta la Chiesa francese porterà anche una sofferenza provocata al proprio interno. In un luogo nel quale si domanda guarigione, dovrà continuare a guardare le ferite delle quali porta responsabilità.

Lunedì il viaggio terminerà a Metz. La scelta della città conduce alla memoria di Robert Schuman e alla riconciliazione europea maturata dopo la distruzione della guerra. Leone XIV parteciperà a un incontro interreligioso e parlerà poi su un tema esplicito: «Alle radici dell’Europa, per la pace e l’unità». Emmanuel Macron ha invitato i leader degli altri Paesi dell’Unione europea e rappresentanti delle istituzioni comunitarie.

Qui il viaggio francese allargherà definitivamente il proprio orizzonte. Parlare delle radici cristiane dell’Europa non significa soltanto ricordare un patrimonio storico. Significa domandarsi quale idea della persona, quale concezione della pace e quale capacità di convivenza possano ancora sostenere il continente in una stagione nuovamente attraversata dalla guerra.

Alla vigilia, la Francia che attende Leone XIV appare difficile da racchiudere in una formula. La secolarizzazione è profonda e migliaia di persone chiedono il Battesimo. La Chiesa vive differenze interne molto marcate e riesce ancora a convocare folle immense. Porta la ferita degli abusi e continua a generare esperienze di fede che sorprendono gli stessi pastori. Vive dentro una società nella quale le questioni della vita, dell’immigrazione e del futuro dell’Europa sono diventate terreno di confronto.

Leone XIV entrerà domani dentro questa realtà.

Da quel momento saranno le sue parole e i suoi gesti a dirci quali domande della Francia avrà scelto di raccogliere e quale strada indicherà alla Chiesa che incontrerà.


Fonti principali: programma e comunicazioni della Santa Sede; Conferenza episcopale francese; Ministero dell’Interno francese; UNESCO; INED-Insee; aggiornamenti della stampa francese e internazionale verificati alla vigilia del viaggio.

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