Ci sono luoghi nei quali la storia accompagna inevitabilmente ciò che accade nel presente. Place de la Concorde è uno di questi. Durante la Rivoluzione portò il nome di Place de la Révolution e fu il luogo nel quale venne ghigliottinato Luigi XVI. Nel pomeriggio di questo 26 settembre la stessa piazza, insieme al lungo asse degli Champs-Élysées, si è riempita di fedeli raccolti per la celebrazione dell’Eucaristia presieduta da Leone XIV.
Le immagini hanno restituito una scena difficile da racchiudere soltanto nei numeri. La folla occupava la piazza e continuava lungo il grande viale verso l’Arco di Trionfo. Nei giorni precedenti il viaggio erano emerse discussioni sulla presenza pubblica del Papa e sulla laicità francese; oggi il centro della scena è stato occupato da una moltitudine raccolta nella preghiera, dall’ascolto della Parola e dalla celebrazione del Sacro Sacrificio.
La storia del luogo rendeva tutto ancora più intenso. In una piazza che ha conosciuto la violenza politica della ghigliottina, centinaia di migliaia di persone si sono riunite attorno a un altare. Una presenza disarmata e, proprio per questo, disarmante.
Leone XIV ha aperto l’omelia ringraziando Dio «per la grazia che mi è data di trovarmi qui, in questa Piazza della Concordia, per celebrare l’Eucaristia». Poi ha condotto immediatamente ciascuno dentro la domanda che avrebbe attraversato tutto il suo discorso: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva».
Davanti alla vastità dell’assemblea, il Papa ha scelto di parlare dell’interiorità dell’uomo. «Qual è la nostra sete più profonda? Cosa cerchiamo veramente nella vita?». È da qui che prende forma la sua riflessione.
L’uomo cerca felicità, amore e compimento, eppure sperimenta spesso che ciò che sembrava capace di appagarlo lascia riemergere un vuoto ancora più profondo. Nasce allora la rincorsa verso altri piaceri, nuove cose da possedere e continue occasioni per distrarsi da quel disagio interiore che continua a domandare una risposta.
Leone XIV prende sul serio questa inquietudine perché vi riconosce qualcosa che appartiene alla struttura stessa dell’uomo: «L’essere umano è fondamentalmente un essere “desiderante” e solo Dio può colmare questo vuoto interiore». Anche il Battesimo, ricevuto magari molti anni prima, lascia aperta una domanda decisiva che il Papa rivolge ai credenti presenti: «abbiamo davvero incontrato Cristo personalmente?».
La Parola proclamata conduce allora alla risposta. L’acqua che Ezechiele vede sgorgare dal Tempio, il costato trafitto di Cristo nel Vangelo di Giovanni e il dono dello Spirito convergono nell’immagine di Gesù come sorgente capace di dissetare il desiderio dell’uomo. È lui il Buon Pastore che conosce ciascuno per nome, porta sulle spalle le pecore stanche e riconduce con delicatezza quelle smarrite. Davanti al suo sguardo, ricorda Leone XIV, nessuno è «un numero su una carta d’identità, né un codice identificativo», perché ogni persona è unica e insostituibile.
È a questo punto che il Papa allarga lo sguardo alla Francia e chiama quanti gli stanno davanti «eredi di una lunga e bella storia santa». Li invita ad abbeverarsi al Cuore trafitto di Gesù e pronuncia una delle frasi che più chiaramente descrivono la responsabilità affidata oggi al Paese:
«Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede».
Quelle radici appartengono alla storia e continuano a vivere quando generano qualcosa nel presente. Per questo Leone XIV invita i cristiani francesi a lasciare che la fede ricevuta «trabocchi» verso le persone incontrate e porti speranza là dove si sperimentano scoraggiamento e aridità spirituale.
Il riferimento a Origene completa l’immagine: chi beve al cuore di Cristo diventa a propria volta «pozzo, sorgente e fiume per gli altri». La fede prende così la forma di una vita ricevuta che diventa capace di comunicarsi. È in questa prospettiva che il Papa guarda anche alla storia cristiana della Francia.
Ricorda Blandina, Potino e Ireneo, Martino e Francesco di Sales, Vincenzo de’ Paoli, Federico Ozanam e Giovanna Jugan. Sono volti differenti di una stessa fecondità spirituale che attraversa i secoli e continua, dice Leone XIV, nelle tante persone che oggi si impegnano «a favore della vita, della famiglia, della verità, della pace, della fraternità, della giustizia».
La lunga storia cristiana della Francia entra così nel presente. Da Parigi il Papa prega perché «l’acqua viva dello Spirito Santo si diffonda su tutta la Francia» e rivolge una parola particolare alle famiglie, ai giovani, ai catecumeni e ai neofiti che hanno accompagnato in modo speciale questa giornata.
Alle famiglie esprime gratitudine per la fedeltà con cui portano avanti la loro missione nelle difficoltà della vita quotidiana. Ai giovani dice con semplicità: «voi siete la Chiesa di oggi!». Ai catecumeni e ai neofiti, incontrati poche ore prima all’Institut Catholique, affida la responsabilità di diventare testimoni del cammino intrapreso e di diffondere intorno a loro «la civiltà dell’amore».
Le diverse tappe della giornata cominciano allora a comporsi in un unico percorso. Alla Maison Bakhita Leone XIV aveva incontrato una Chiesa capace di fare spazio. All’Institut Catholique aveva chiesto di diventare una Chiesa «in stato di iniziazione», capace di accompagnare quanti si riaffacciano sulle soglie della fede. A Place de la Concorde ha indicato la sorgente dalla quale quell’accoglienza e quella missione possono continuamente ricevere vita: Cristo.
L’omelia si conclude rivolgendosi a Maria, perché attraverso la sua intercessione «sorgenti di acqua viva sgorghino in seno al Popolo di Dio» e facciano fiorire ovunque in Francia «i germogli della fede, della speranza e della carità».
Anche il cielo ha accompagnato questa lunga giornata parigina. Al mattino la città era apparsa avvolta da una foschia grigia che aveva accompagnato le prime tappe della visita. Poco prima della Comunione, le nubi hanno cominciato ad aprirsi e il sole si è fatto strada, lasciando apparire l’azzurro sopra Place de la Concorde e illuminando la folla raccolta lungo gli Champs-Élysées. Dopo un’omelia attraversata dal desiderio, dall’acqua che disseta e dalla vita che può rifiorire nell’incontro con Cristo, quel cielo che si apriva aggiungeva spontaneamente una nota di bellezza alla celebrazione. Quando Leone XIV ha lasciato l’altare, la piazza era ormai piena di luce e dalla folla continuava a levarsi il suo nome: «Leone! Leone!».
Nel saluto conclusivo, l’arcivescovo Laurent Ulrich ha raccolto il significato della tappa parigina con un’espressione ripetuta più volte: «Lei era atteso». Ha ricordato quanti hanno accolto il Papa lungo i boulevard, a Notre-Dame e allo Stade de France, insieme ai catecumeni e ai neofiti incontrati questa mattina. Ha ringraziato anche le persone che hanno reso possibili queste giornate, ricordando i 14.000 volontari impegnati nel servizio.
Secondo l’arcivescovo, la presenza e la parola di Leone XIV hanno incoraggiato i credenti nella missione di annunciare il Vangelo e hanno permesso anche a quanti non condividono la fede cattolica di incontrare una Chiesa capace di ascoltare e accompagnare.
Poi lo sguardo si è rivolto a Maria. Ulrich ha ricordato l’immagine di Notre-Dame posta nella cattedrale, distrutta nell’incendio del 15 aprile 2019 e ricostruita fedelmente grazie alle fotografie. Un secondo esemplare identico è stato offerto al Papa a nome della diocesi di Parigi e delle altre diocesi della provincia.
«Notre-Dame è sempre Notre-Dame in ogni luogo», ha ricordato l’arcivescovo. «In ogni cuore è nostra Madre».
Sono state quasi le parole con cui Parigi ha consegnato Leone XIV alla tappa successiva. Questa sera il Papa raggiungerà Lourdes e il viaggio continuerà davanti alla Grotta. La grande assemblea di Place de la Concorde lascia alla Francia la domanda che ha attraversato l’omelia: quale acqua può davvero dissetare il desiderio che abita nel cuore dell’uomo?
Leone XIV, nel cuore di Parigi, ha indicato la sorgente: Gesù Cristo.
Per approfondire
- Santa Sede, Omelia di Leone XIV nella Santa Messa a Place de la Concorde, Parigi, 26 settembre 2026.
- Messale della Santa Messa celebrata durante il Viaggio Apostolico in Francia, Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
- Vatican Media, Santa Messa a Place de la Concorde, video integrale della celebrazione.
- Viaggio Apostolico di Leone XIV in Francia, 25-28 settembre 2026, pagina ufficiale della Santa Sede con programma e documentazione.

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