don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

«Vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte» (Lc 15,10)

Per entrare nella meditazione

Cari amici buongiorno. Dopo la solennità dei santi e la preghiera per i defunti, il Vangelo ci fa ascoltare la gioia del cielo per il peccatore che ritorna. La comunione gloriosa non osserva con freddezza il cammino della Chiesa pellegrina. Gli angeli gioiscono quando una persona si lascia trovare dalla misericordia. Paolo considera perdita i privilegi sui quali aveva fondato la propria giustizia, perché ha conosciuto Cristo. Il Sangue che raduna cerca chi si è smarrito e dissolve l’orgoglio di chi si ritiene già al sicuro. Oggi la santità appare come conversione ricevuta e come partecipazione alla gioia di Dio.

Mettiti alla presenza di Dio

Mettiti davanti a Cristo che accoglie i peccatori. Presenta il punto nel quale ti senti smarrito e quello nel quale ti comporti come chi non ha bisogno di essere cercato. Chiedi di ricevere la misericordia senza difenderti.

Porta anche una persona che giudichi lontana da Dio. Non immaginare la sua conversione secondo i tuoi tempi. Affidala alla ricerca paziente del Pastore.

Ascolta

Paolo elenca i motivi che avrebbero potuto fondare la sua sicurezza religiosa: appartenenza al popolo dell’alleanza, osservanza rigorosa e zelo. Dopo l’incontro con Cristo, considera questi guadagni come perdita; non disprezza i doni di Israele. Riconosce che nessun titolo può sostituire la comunione con il Signore.

Nel Vangelo pubblicani e peccatori si avvicinano a Gesù per ascoltarlo. Farisei e scribi mormorano perché Egli li accoglie e mangia con loro. Gesù risponde con le parabole della pecora e della moneta perdute; il pastore cerca finché trova. La donna accende la lampada e spazza la casa; il ritrovamento termina in una gioia condivisa.

La conversione non viene descritta soltanto dal punto di vista dell’uomo che torna. Viene contemplata dalla parte di Dio che cerca e gioisce; il cielo non difende la propria purezza tenendo lontano il peccatore pentito. Manifesta la santità divina come misericordia che salva.

Considera

La grazia della conversione precede il nostro movimento. Dio cerca l’uomo attraverso la Parola e mediante circostanze provvidenziali che illuminano il rimorso; l’uomo risponde perché è stato raggiunto. Questa priorità guarisce la libertà e la rende capace di tornare. Ogni merito della salvezza appartiene alla grazia, che rende possibile anche il ritorno della persona più debole.

Paolo aveva costruito una giustizia riconoscibile. La sua esperienza religiosa possedeva elementi veri e poteva diventare un sistema chiuso alla novità di Cristo. Il guadagno si trasforma in perdita quando occupa il posto del Signore. Anche nella vita cristiana possiamo usare il ministero, la dottrina conosciuta o la pratica devota per evitare l’umiltà del pentimento. Il peccatore evidente appare lontano. La persona religiosa può essere lontana mentre si trova dentro la casa, poiché difende un’immagine di sé dalla luce.

Le parabole mostrano una ricerca concreta; il pastore affronta la distanza. La donna accende una lampada e guarda negli angoli; la misericordia agisce per riportare alla comunione. Cristo compie questa ricerca fino alla croce. Il suo Sangue rivela il prezzo della persona smarrita e la volontà divina di salvarla.

La gioia degli angeli appartiene alla comunione dei santi. In cielo la carità è perfetta e desidera il bene dell’altro senza gelosia. Il santo non teme che la misericordia concessa al peccatore diminuisca la propria gloria. Gioisce perché la bontà di Dio viene partecipata a una nuova creatura. Questo criterio giudica il nostro modo di reagire alla conversione altrui. Possiamo preferire che una persona rimanga definita dal proprio passato, perché il suo ritorno ci costringe a modificare un giudizio comodo.

Accogliere il pentito mantiene integra la verità sul male compiuto. La conversione include il riconoscimento del peccato e, quando è possibile, la riparazione. La misericordia restituisce la persona alla verità e la accompagna anche attraverso le conseguenze richieste dalla giustizia. Il perdono sacramentale cancella la colpa e riconcilia con Dio; rimangono spesso ferite da curare e abiti da riformare.

Nel sacramento della Penitenza il Buon Pastore raggiunge la pecora; il penitente non celebra la propria capacità di analisi. Confessa i peccati, riceve l’assoluzione e accetta una penitenza; il Sangue di Cristo purifica la coscienza e riconduce alla comunione ecclesiale.

Rimandare la confessione in attesa di sentirsi degni rovescia l’ordine della grazia. Ci si accosta perché si ha bisogno di essere guariti; la gioia del ritrovamento chiede anche una conversione dello sguardo. Una comunità cristiana può parlare molto di evangelizzazione e trattare chi ritorna come presenza sospetta.

La prudenza resta necessaria, specialmente quando sono state ferite persone vulnerabili. Essa cerca segni reali dell’opera della grazia e accompagna il cammino.

Oggi il Signore ti cerca in un punto preciso. Forse nella durezza con cui conservi un torto, nella presunzione religiosa o nell’abitudine che non chiami più peccato. Lasciarti trovare significa smettere di spiegarti e pronunciare la verità davanti a Dio.

Guarda la tua vita alla luce di Cristo

In quale punto della tua vita hai bisogno di lasciarti trovare dalla misericordia senza difendere la tua immagine religiosa o il giudizio che hai già formulato sugli altri?

Parla al Signore

Gesù, Buon Pastore,
tu cerchi chi si è smarrito
e porti sulle spalle colui che si lascia trovare.
Illumina il punto nel quale fuggo dalla tua misericordia.
Liberami dalla giustizia costruita sull’immagine di me
e donami la verità del pentimento.
Fa’ che partecipi alla gioia degli angeli
quando un fratello ritorna alla comunione. Amen.

Riforma la tua giornata

Scrivi un solo peccato concreto che tendi a giustificare e portalo con sincerità alla prossima confessione.

Custodisci nel cuore

«Rallegratevi con me, perché ho trovato ciò che era perduto»

Gesù, cercami e insegnami la gioia del ritorno.

Lascia un commento