don Mario Proietti, C.PP.S.

Due palmi sopra il cuore

Discernere il presente con lo sguardo della fede

Oggi
Calendario liturgico

LA MOLTITUDINE LAVATA NEL SANGUE DELL’AGNELLO

«Hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (Ap 7,14)

Per entrare nella meditazione

Cari amici buongiorno e buona domenica. Novembre comincia dalla meta; la Chiesa contempla una moltitudine che nessuno può contare e riconosce il frutto della redenzione. I santi provengono da popoli diversi e portano storie irripetibili; una sola grazia li unisce: sono stati lavati nel Sangue dell’Agnello. Le Beatitudini mostrano la forma assunta da quella grazia nella vita umana. Esse descrivono il volto di Cristo e diventano la via dei suoi discepoli. Celebrare Tutti i Santi significa riconoscere la vittoria di Dio nelle creature e accogliere di nuovo la chiamata battesimale alla santità. La festa ci pone davanti alla misura alta della vocazione cristiana.

Mettiti alla presenza di Dio

Raccogliti davanti a Cristo glorioso. Non immaginare il cielo come un luogo lontano e privo di rapporto con la tua vita. Sei davanti al medesimo Signore che ti ha raggiunto nel Battesimo e ti nutre nell’Eucaristia. La sua gloria è la piena manifestazione dell’amore incontrato nei sacramenti.

Presenta al Signore il desiderio della santità e la resistenza che questa parola suscita. Forse la consideri riservata a persone eccezionali. Chiedi di comprendere che la santità è il compimento della grazia ricevuta e la forma piena della tua vocazione.

Ascolta

L’Apocalisse mostra i servi di Dio segnati sulla fronte e una moltitudine in piedi davanti al trono. Le vesti bianche non provengono da un’innocenza conservata senza lotta; sono state lavate nel Sangue dell’Agnello. L’immagine unisce ciò che, secondo l’esperienza comune, sembrerebbe opposto: il sangue colora, e qui rende candido. San Giovanni contempla la forza purificatrice della Pasqua. La vita consegnata di Cristo libera dal peccato e introduce nella comunione con il Padre.

La prima lettera di Giovanni dichiara che siamo fin d’ora figli di Dio e che il compimento resta nascosto. Quando Cristo si sarà manifestato, saremo simili a Lui perché lo vedremo così come Egli è. La speranza cristiana trova il suo compimento nella partecipazione alla vita filiale del Figlio e nella visione di Dio, oltre il semplice prolungamento della vita presente.

Il Vangelo proclama le Beatitudini; Gesù non offre una tecnica per ottenere successo religioso. Rivela la condizione di coloro nei quali il Regno ha cominciato a operare. I poveri in spirito, i miti e i perseguitati appartengono a Cristo. La loro gioia nasce dalla promessa fedele di Dio.

Considera

La santità appartiene anzitutto a Dio; egli solo è santo per essenza. Le creature diventano sante partecipando alla sua vita mediante la grazia; questa distinzione protegge dall’orgoglio spirituale. Il santo non costruisce una perfezione autonoma; riceve la carità infusa dallo Spirito e coopera con essa nella libertà. San Tommaso insegna che la beatitudine perfetta consiste nella visione dell’essenza divina. Nessun bene creato può saziare interamente il desiderio dell’uomo. L’intelligenza è fatta per la verità e la volontà per il bene universale. Soltanto Dio posseduto nella visione può compiere questa apertura. La solennità odierna contempla persone reali giunte a tale pienezza. Esse non hanno perso il proprio volto. Lo hanno ricevuto pienamente, perché la comunione con Dio perfeziona la natura e guarisce quanto il peccato aveva deformato.

Le Beatitudini preparano questa felicità e ne anticipano qualcosa nel tempo. Esse non lodano la miseria in quanto tale. Proclamano beato chi appartiene al Regno mentre attraversa una condizione povera, mite oppure perseguitata. La promessa viene da Dio e rende possibile una vita diversa. Il povero in spirito non fonda la sicurezza sul possesso. Il misericordioso lascia che la compassione divina giudichi il proprio rapporto con il colpevole. Il puro di cuore cerca Dio con un’intenzione unificata; ogni Beatitudine trova in Cristo la propria forma perfetta. La visione dell’Apocalisse corregge anche un’idea individualistica della salvezza. Nessuno entra nella gloria come se il rapporto con Dio cancellasse il Corpo di Cristo; i santi stanno insieme davanti all’Agnello. La comunione dei santi indica la partecipazione comune ai beni santi e il vincolo tra le persone santificate. La grazia di uno diventa feconda per altri, secondo l’ordine voluto da Dio. L’intercessione dei santi non sostituisce l’unica mediazione di Cristo. Ne manifesta la sovrabbondanza, poiché Cristo associa le sue membra alla propria preghiera.

Maria occupa in questa comunione un posto singolare. La Chiesa la invoca come Regina di tutti i santi perché in lei la grazia del Figlio ha portato il frutto più pieno. La sua maternità non introduce una via parallela; conduce all’Agnello e insegna a ricevere da Lui ogni dono. Il mese di novembre manterrà lo sguardo su Maria glorificata, già partecipe nell’anima e nel corpo del compimento che attendiamo. La festa odierna impedisce di trasformare i santi in figure decorative; essi giudicano la nostra rassegnazione alla mediocrità. Molti hanno vissuto responsabilità ordinarie e hanno attraversato debolezze reali; la grazia non li ha sottratti alla lotta. Ha orientato le loro scelte e ha formato in essi virtù stabili. La santità cresce quando l’uomo consente a Dio di ordinare l’amore, così che ogni bene sia cercato secondo la sua misura e riferito al fine ultimo. Non serve desiderare la vita di un altro. La moltitudine è composta da vocazioni differenti. Occorre riconoscere il punto nel quale il Vangelo chiede oggi una risposta. Una Beatitudine può diventare il luogo concreto della conversione. Il cielo non rende irrilevante la giornata presente. Le assegna peso, perché ogni atto libero può aprirsi alla carità e preparare la comunione eterna.

Guarda la tua vita alla luce di Cristo

Quale Beatitudine giudica più direttamente il modo in cui cerchi sicurezza e felicità, e quale forma concreta di conversione ti chiede oggi?

Parla al Signore

Signore Gesù, Agnello immolato e glorioso,
il tuo Sangue ha lavato la moltitudine dei redenti.
Liberami dall’idea di una santità costruita da me
e rendimi docile alla grazia ricevuta nel Battesimo.
Fa’ che le Beatitudini giudichino i miei desideri
e diano forma alle scelte di questa giornata.
Per intercessione di Maria e di tutti i santi,
conducimi nella comunione del tuo Corpo
e prepara in me la gioia della visione di Dio. Amen.

Riforma la tua giornata

Scegli una Beatitudine e compi oggi un solo atto che le corrisponda, verificandolo alla sera senza aggiungere altri propositi.

Custodisci nel cuore

«La salvezza appartiene al nostro Dio e all’Agnello»

Gesù, rendimi santo nella comunione della tua Chiesa.

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